L'inverno era passato e Gustavo cominciò a cercarsi un lavoro (ormai i risparmi erano quasi del tutto consumati). Adesso in città era una persona conosciuta, ed essendo amabile con tutti, anche se abbastanza riservato, riuscì a fare amicizia con le persone, e dopo un po' trovò un posto nell'hotel dove aveva alloggiato quando era appena arrivato in città. Con il suo carattere gentile e la sua prontezza nel lavoro, riuscì ad inserirsi presto nella comunità, e non lo vedevano più come l'eccentrico della casa abbandonata.
Anche se era già conosciuto e conosceva tutti, lui era comunque un tipo solitario per natura. Gli piaceva, uscendo dal lavoro, tornare a casa senza fretta, camminare per la via che portava al bosco che si allungava fino alla cima della montagna in cui si appoggiava l'intero comune. La naturalezza lo attirava, gli piaceva sentire il mormorare delle foglie quando il vento le baciava con delicatezza, e fra gli alberi aveva trovato un posto nel quale poteva sedersi e ammirare la luce del sole crepuscolare, che si diffondeva sopra la città come un manto d'oro dai riflessi arancione. "La vita è buona" pensava, e sentiva la gioia riempirgli il petto.
Dopo il tramonto, tornava dando il giro attorno alla città, entrandoci per la via centrale, che portava dritto a casa sua. Cenava nel salotto, ascoltando musica o guardando la TV, per poi sdraiarsi comodamente nel divano e leggere un libro fino ad addormentarsi.
Qualche sera lui usciva con i colleghi del lavoro, bevevano e parlavano trivialità, ma in nessuna occasione gli altri riuscirono a scoprire qualcosa di nuovo sul forestiero che era venuto un giorno in pullman ed era rimasto in città.
Fra tutti c'era una persona che ci teneva di più a conoscere meglio il ragazzo: si trattava di Stella, che lavorava come receptionist nell'hotel e si era innamorata pazzamente di lui. La sua era quasi un'ossessione, ma sembrava che Gustavo non percepisse gli sguardi ardenti che lei gli dedicava mentre lavoravano insieme, le sue attenzioni e piccoli regali, che ricevevano in cambio un semplice "grazie"; poi lui tornava a fare quello a cui si stava dedicando. Stella era disperata d'amore.
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