In una piccola città nascosta fra le montagne, c'era una casa che occupava un luogo importante della via principale. Era una casa antica, di quelle fatte da persone a cui piace lo spazio, con saloni enormi e camere in cui c'entrerebbe un intero appartamento di oggigiorno. Le finestre occupavano tutta la facciata e le porte, di ferro battuto scurito dal tempo, erano chiuse da così tanto tempo che nessuno si ricordava più quando erano state aperte per l'ultima volta.
Nessuno abitava in quella casa da quando il suo ultimo abitante, un anziano signore che non usciva mai di casa, era morto di cause naturali. Una signora vecchia quasi quanto lui se ne aveva preso cura, ed era uscita con la salma del suo capo portando una piccola valigia fra le mani, per non tornare mai più.
In un soleggiato pomeriggio di estate, un ragazzo arrivò in città. A lui piaceva abitare in luoghi piccoli e tranquilli e, quando aveva scoperto quella cittadina perduta fra le montagne, fece le valigie, radunò i suoi risparmi e prese il pullman che lo porterebbe lì. Una volta arrivato, prese una camera nell'unico albergo del posto, uscì a conoscere un po' i dintorni e cominciò a cercare un luogo appropriato per abitare.
Quando vide nella finestra di una piccola agenzia immobiliare che c'era una casa grande venduta a un prezzo ridicolamente basso, non ci pensò due volte. Dopo avere visto la casa, se ne innamorò. Secondo la signora dell'agenzia, la casa era tutta arredata, e l'unico problema era lo stato di abbandono in cui si trovava, dopo tanto tempo vuota.
Il primo giorno nella nuova dimora fu emozionante per Gustavo. La casa, immensa, era molto sporca dopo gli anni in disuso, la pittura squarciata e il tetto pieno di muffa conferivano all'insieme un aspetto lugubre, ma i mobili erano solidi, di quelli antichi, fatti per durare nel tempo.
Gustavo lavorò da solo nella ristrutturazione della casa, poco a poco, togliendo le ragnatele, levigando il tetto e le pareti, pitturando e lucidando ogni angolo dell'immobile, togliendo le logore tende, scure e pesanti, che nascondevano le magnifiche finestre.
Le persone in città si domandavano chi era quel giovane venuto da solo, che passava i giorni a lavorare nella casa abbandonata, senza chiedere l'aiuto di nessuno, senza lamentarsi con i vicini della quantità di lavoro da fare ancora, senza condividere qualsiasi informazione su sé stesso con quelli con cui parlava una volta ogni tanto. "Sarà un eccentrico", era quello che si dicevano nelle riunioni del pomeriggio.
La ristrutturazione si durarono diversi mesi, in cui lui si sostentò con i propri risparmi. Dopo tanti sforzi, i risultati furono veramente appaganti. Il pavimento brillava, le pareti, dipinte con colori caldi e allegri, conferivano vita agli spazi, persino i mobili sembravano vecchi ringiovaniti. Gustavo era felicissimo quando entrò nel suo salotto, accese il camino (perché ormai era inverno) e si sedette davanti per leggere un libro. A lui piaceva la vita solitaria e adesso, con la casa perfetta, era pienamente soddisfatto.
Le persone in città si domandavano chi era quel giovane venuto da solo, che passava i giorni a lavorare nella casa abbandonata, senza chiedere l'aiuto di nessuno, senza lamentarsi con i vicini della quantità di lavoro da fare ancora, senza condividere qualsiasi informazione su sé stesso con quelli con cui parlava una volta ogni tanto. "Sarà un eccentrico", era quello che si dicevano nelle riunioni del pomeriggio.
La ristrutturazione si durarono diversi mesi, in cui lui si sostentò con i propri risparmi. Dopo tanti sforzi, i risultati furono veramente appaganti. Il pavimento brillava, le pareti, dipinte con colori caldi e allegri, conferivano vita agli spazi, persino i mobili sembravano vecchi ringiovaniti. Gustavo era felicissimo quando entrò nel suo salotto, accese il camino (perché ormai era inverno) e si sedette davanti per leggere un libro. A lui piaceva la vita solitaria e adesso, con la casa perfetta, era pienamente soddisfatto.
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