Il teatro dei burattini si riempiva lentamente. Fra un po' si sarebbe riempito interamente. L'opera che per la prima volta sarebbe rappresentata lì era stata pubblicizzata con grandi locandine sui muri, annunciata alla tivù e sui giornali. Perciò, il pubblico aveva grandi aspettative. Sarebbe la rappresentazione di una battaglia epica.
Con le persone ai loro posti, il sipario fu aperto. Lo scenario era ben dipinto, in fondo il panorama della desolazione mostrava le nuvole grigie sopra campi marroni, case distrutte sotto il bagliore rosso del sole che tramontava, la cui luce dava alle nuvole grigiastre un aspetto di malaugurio.
Un burattino fece la sua comparsa alla sinistra della scena, vestito con una divisa da militare. Un piccolo casco di plastica metallizzata brillava sulla sua testa di legno, mentre con la mano destra afferrava un fucile. Poco a poco uscirono così, da entrambi i latti dello scenario, i piccoli burattini, quelli a destra con la divisa blu, quelli a sinistra con la divisa verde. Dietro di loro entrarono anche piccoli cannoni di carta e carri armati di legno dipinti di argento... e lo spettacolo ebbe inizio.
Durante lo sviluppo della guerra, i grandi generali organizzavano le proprie strategie, i principi nelle loro tende guardavano la lotta e i soldati si combattevano a vicenda, tutti guidati da corde invisibili che determinavano il loro destino. Dopo un po' molti di loro giacevano sul suolo dello scenario. Il burattinaio era abile, e la storia si svolgeva di forma tale che i burattini sembravano animati da vita propria.
In determinato momento, però, ci fu uno strano movimento. Uno dei burattini, un piccolo soldato con la divisa blu, il cui casco gli era stato tolto con un colpo di fucile nemico e che era rimasto disteso in un angolo della scena, si alzò. Inizialmente il pubblico pensò che questo fosse parte della storia ma alcuni percepirono che le sue corde, le quali dovevano animarlo, cadevano flosce attorno a lui, come se le mani che le reggevano avessero dimenticato di tenerle ferme. Il piccolo burattino di legno cominciò ad alzare i suoi compagni caduti e, poco a poco, una buona parte dei burattini si muoveva senza la guida delle loro corde. Mutuamente loro si restituivano i caschi, si aiutavano ad alzarsi e si abbracciavano. Non importava se la divisa era blu o verde, i soldatini aiutavano i compagni a ergersi, riparavano le loro gambe storte, li aiutavano a muovere nuovamente le braccia inerti.
Nel frattempo gli altri burattini ancora combattevano guidati dal burattinaio fino a quando repentinamente alcuni di loro si fermarono e, tirando forte, si liberarono delle corde che li prendeva alla volontà del burattinaio. Si guardarono mutuamente e si unirono ai compagni che aiutavano i caduti. Dopodiché formarono un gruppo verde a un lato e uno blu all'altro dello scenario, e si affrontarono per un po'.
Il pubblico non riusciva a scuotersi dal suo stupore. Alcuni gridarono che era successo un miracolo, mentre altri sussurrarono che era qualcosa di diabolico. Frattanto i burattini, muovendosi liberi e per volontà propria, cominciarono a mescolarsi nuovamente, abbracciandosi, e il campo di battaglia di carta si riempì di burattini che giocavano, saltavano, ballavano e festeggiavano insieme, rovesciando i cannoni di carta e buttando via i loro fucili di plastica.
Nello scenario della guerra epica accadde qualcosa di magico: i burattini non erano più soggetti alla volontà altrui. La loro nuova libertà fu celebrata in unione, e percepirono come la loro guerra era stata inutile. Con le armi buttate via per sempre, i burattini lasciarono la scena uniti in un'unico abbraccio, ballando un'allegra danza di pace.
Durante lo sviluppo della guerra, i grandi generali organizzavano le proprie strategie, i principi nelle loro tende guardavano la lotta e i soldati si combattevano a vicenda, tutti guidati da corde invisibili che determinavano il loro destino. Dopo un po' molti di loro giacevano sul suolo dello scenario. Il burattinaio era abile, e la storia si svolgeva di forma tale che i burattini sembravano animati da vita propria.
In determinato momento, però, ci fu uno strano movimento. Uno dei burattini, un piccolo soldato con la divisa blu, il cui casco gli era stato tolto con un colpo di fucile nemico e che era rimasto disteso in un angolo della scena, si alzò. Inizialmente il pubblico pensò che questo fosse parte della storia ma alcuni percepirono che le sue corde, le quali dovevano animarlo, cadevano flosce attorno a lui, come se le mani che le reggevano avessero dimenticato di tenerle ferme. Il piccolo burattino di legno cominciò ad alzare i suoi compagni caduti e, poco a poco, una buona parte dei burattini si muoveva senza la guida delle loro corde. Mutuamente loro si restituivano i caschi, si aiutavano ad alzarsi e si abbracciavano. Non importava se la divisa era blu o verde, i soldatini aiutavano i compagni a ergersi, riparavano le loro gambe storte, li aiutavano a muovere nuovamente le braccia inerti.
Nel frattempo gli altri burattini ancora combattevano guidati dal burattinaio fino a quando repentinamente alcuni di loro si fermarono e, tirando forte, si liberarono delle corde che li prendeva alla volontà del burattinaio. Si guardarono mutuamente e si unirono ai compagni che aiutavano i caduti. Dopodiché formarono un gruppo verde a un lato e uno blu all'altro dello scenario, e si affrontarono per un po'.
Il pubblico non riusciva a scuotersi dal suo stupore. Alcuni gridarono che era successo un miracolo, mentre altri sussurrarono che era qualcosa di diabolico. Frattanto i burattini, muovendosi liberi e per volontà propria, cominciarono a mescolarsi nuovamente, abbracciandosi, e il campo di battaglia di carta si riempì di burattini che giocavano, saltavano, ballavano e festeggiavano insieme, rovesciando i cannoni di carta e buttando via i loro fucili di plastica.Nello scenario della guerra epica accadde qualcosa di magico: i burattini non erano più soggetti alla volontà altrui. La loro nuova libertà fu celebrata in unione, e percepirono come la loro guerra era stata inutile. Con le armi buttate via per sempre, i burattini lasciarono la scena uniti in un'unico abbraccio, ballando un'allegra danza di pace.

