Una notte in cui cominciava a sentirsi veramente il caldo, Gustavo spense la televisione e decise di leggere un po' a letto prima di addormentarsi. Si alzò dal divano e fu verso la piccola biblioteca che aveva fatto nella stanza adiacente al salotto, in cui si entrava attraverso una porticina alla destra del camino. In quella stanza, lui aveva messo degli scaffali con tutti i libri che aveva acquistato finora, e che avevano riempito una delle valigie con cui era arrivato in città. Gli scaffali erano disposti nelle pareti a sinistra e a destra della porta, così all'entrare in biblioteca poteva vedere la vecchia scrivania sistemata proprio sotto il davanzale della grande finestra, che lasciava entrare il sole pomeridiano a illuminare i titoli di tutti i libri che riposavano lì.
In quel momento però, era la luce della luna che sfiorava delicatamente i lombi dei libri e il legno scuro e massiccio della scrivania, mobile che aveva fatto parte dell'arredamento originale della casa e a cui lui si era affezionato. In uno dei suoi cassetti aveva messo tutti i suoi documenti più importanti. L'altro era chiuso quando lui aveva acquistato la casa, e non aveva mai saputo dov'era la chiave.
Gustavo entrò e si diresse verso uno scaffale alla sua sinistra. Aveva acquistato alcuni libri il mese scorso (una delle poche spese in cui non risparmiava niente), e voleva scegliere quale leggere adesso. Quando fece la sua scelta e uscì dalla biblioteca, alzò lo sguardo e vide la figura di Isabella riflessa nello specchio appeso in salotto, proprio davanti alla porta da cui era appena uscito. Il suo cuore saltò nel suo petto, lui sbatté le palpebre e guardò di nuovo verso lo specchio, ma trovò soltanto la sua figura magra e un po' curva, gli occhi piccoli brillavano paurosi in un volto pallido, la mano tremante reggeva un libro.
Salì lentamente le vecchie scale che scricchiolavano sotto i suoi passi (per sistemare tutta la casa ci si volevano molti più soldi di quelli che lui aveva quando si era trasferito lì) e entrò nella sua camera, pensando che forse stava impazzendo. Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Si tolse i vestiti e si infilò nel letto, e il contatto fresco delle lenzuola pulite lo calmò un po'. Comunque rimase sveglio a lungo, leggendo fino ad addormentarsi, quando già era notte fonda.
Da quella notte, lo stesso fenomeno accadde ripetutamente: Alcune volte, quando lui passava davanti allo specchio, sentiva un paio d'occhi che lo fissavano da qualche parte. Se sbirciava sopra l'ombro o con la coda dell'occhio poteva vedere la figura d'Isabella, nel suo volto un sorriso sornione. Ma se lui si voltava verso lo specchio vedeva soltanto il suo riflesso e lo spavento nei suoi occhi. Gustavo cominciò a sentir una grande paura.
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