maggio 03, 2017

Il mistero della ragazza comparsa - Isabella ricompare

Il tempo passò. Una notte, Gustavo tornava a casa dopo esser stato nel bosco come di consueto, quando vide un'ombra che lo seguiva per il sentiero. Le prime case della città cominciavano ad apparire ai fianchi del cammino, e lui si guardò intorno per vedere se c'era qualcuno, ma le case erano silenziose, soltanto la luce usciva da alcune finestre illuminando la strada. Si girò per guardare dietro di sé, ma non vide altro che alcuni gatti che fuggivano fra le case e i giardini. Quando riprese la sua strada, fugacemente intravide la faccia di Isabella in una delle finestre più alte di una casa alla sua destra. Si fermò, con il cuore in gola, e scrutò nuovamente la facciata della casa, ma adesso tutte le finestre erano spente, e si vedeva soltanto il riflesso delle stelle diamantine sulla superficie lucida dei vetri. Cominciò a camminare svelto, quasi a correre, fino ad arrivare a casa sua, dove entrò in bagno e cercò di vomitare, ma non uscì niente. Sentiva una stretta nello stomaco e, quando si vide allo specchio, la sua faccia sembrava coperta di una maschera di cera. 
ragazza paesaggio notturno Cercò di scacciare le visioni. Accese la TV per avere un po' di rumore intorno, e prese un libro per distrarre la mente spaventata, ma non riuscì a capire una riga di quello che leggeva. Dopo più o meno un quarto d'ora in cui non era uscito dal primo paragrafo del libro, si diede per vinto, chiuse il libro e se ne andò a letto, lasciando la TV accesa. 

Si svegliò a tarda notte, morendo dalla sete. Scese le scale, bevve due bicchieri d'acqua gelata in cucina e stava andando verso il salotto per spegnere la TV quando sentì un rumore alla porta, come se un ramo d'albero stesse battendo contro il legno, che si ripeteva senza interruzione, richiamandolo con urgenza. Ancora un po' spaventato e mezzo addormentato, Gustavo sbirciò dalla finestra del salotto, e il suo cuore gli si fermò nel petto. Davanti all'uscio c'era Isabella, bagnata dall'argento della luna piena. La fanciulla guardava dietro di sé con aria guardinga, e batteva la porta con insistenza, come se da un momento all'altro qualcuno dovesse apparire all'altro capo della strada deserta. 
Gustavo era sotto shock, e per un attimo non seppe se stava sognando. Come un automa, andò verso l'uscio e lo aprì. 

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