maggio 17, 2017

Il mistero della ragazza comparsa - Il passato alla porta

- Scusa presentarmi così a quest'ora - disse la ragazza con un filo di voce - io avevo proprio bisogno di un posto dove stare, e solo mi veniva in mente casa tua.
Lui non rispose nulla, concentrato com'era nel guardare la fanciulla. Tutto era esattamente come la prima volta: lo stesso vestito blu lungo fino ai ginocchi, che cingeva la sua cintura per poi scendere come un velo leve e svolazzante sulle gambe; la stessa acconciatura, con i capelli raccolti da un nastro di seta blu (l'unica differenza era che adesso i capelli erano asciutti e ordinati), la stessa valigetta in mano. Gli venivano in mente così tante domande che non riusciva a parlare niente. Come mai se n'era andata senza dire niente? Perché non aveva lasciato un messaggio, un indirizzo per trovarla? 
Voleva sapere tutto su di lei, per non perderla nuovamente. Finalmente riuscì a schiarirsi la gola, e con la voce roca la invitò a entrare nel salotto e accomodarsi nel divano. Le offrì qualcosa da mangiare, ma lei rifiutò, accettando invece un bicchiere d'acqua. Sembrava essere più calma, e dopo alcuni minuti di imbarazzante silenzio, cominciarono a parlare tutt'e due allo stesso tempo. Lui le raccontò come la aveva cercata dappertutto, ma quando cominciò a domandarle dov'era stata o cosa aveva fatto in quel tempo Isabella cambiò discorso e gli chiese come andava il lavoro. Tutta la notte passò allo stesso modo: parlarono di un sacco di cose, ma ogni volta che lui le porgeva alcuna delle domande che gli giravano in testa, lei parlava d'altro o faceva finta di non aver sentito la domanda. 

L'alba cominciava a dipingere di rosa il cielo, e gli uccelli si avevano già svegliato e cantavano il suo saluto al sole. Gustavo ed Isabella ancora parlavano nel salotto della vecchia casa. Il ragazzo era ormai stufo di tutte le elusioni di Isabella. Prima di salutarla e andare a letto, la guardò negli occhi e le chiese seriamente una spiegazione per il suo comportamento. Dove era andata? Perché era sparita così? 
fanciulla guarda freddamenteIsabella allora lo guardò di forma strana, e gli disse con una voce fredda che gli fece rizzare i capelli della nuca: - Non ho niente da spiegare. E comunque tu sai bene dov'ero. Oggi sono tornata per non partire più. Puoi tranquillizzarti: non andrò via. 

Dicendo ciò, la fanciulla si alzò dal divano e si avvicinò lentamente a Gustavo, che la guardava confuso, cercando di capire le sue parole. Lei si abbassò, prese la sua faccia fra le mani delicate e lo baciò con quella bocca che lo aveva incantato. Al tocco di quelle labbra il cuore di Gustavo si congelò, e i suoi polmoni si fermarono, poiché quelle labbra erano gelide come la neve appena caduta, e le mani che lo afferravano per le guance erano dure, come pinze d'acciaio che gli facevano male e lo bloccavano nel suo posto. Lui volle liberarsi dalla ragazza che lo imprigionava nel suo abbraccio di ghiaccio, togliendogli il calore della vita, ma non ci riuscì. 
Cercò allora di gridare, di chiedere aiuto, ma la gola era contratta dalla paura, e le labbra prigionieri di quel bacio inaspettato che lo uccideva. Con gli occhi spalancati cercò gli occhi della ragazza, e vide una scintilla di gioia e odio nelle nere pupille di lei. E finalmente capì. Lei era il suo passato. Lui aveva cercato di lasciarlo indietro, ma questo lo aveva trovato.


Non perdere l'ultima parte di questa storia. Alla prossima!


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