luglio 16, 2017

La Bambina

La goccia d'acqua, scendendo piano per il tronco dell'albero, lasciò una traccia quasi impercettibile. Arrivata al suolo, seguì il suo cammino, radunandosi con le sue sorelle e formando pozzanghere d'acqua in mezzo al campo. L'albero si curvava sotto la violenza del vento, che fischiava fra le sue foglie e i suoi rami, facendo un rumore tale che sembrava il mondo si stesse spaccando. Fra i rami un uccellino, piccolo e indifeso, cercava di nascondersi in una minuscola fessura del tronco. Era ancora molto giovane, nella sua corta esistenza non erano accadute così tante piogge, e nessuna era stata tanto forte come quella.

Sul suolo bagnato le foglie cadute formano un tappeto che trema con ogni soffio d'aria, mentre una bambina dorme profondamente sotto l'albero, il quale la protegge un po' dall'acqua inclemente. I suoi capelli neri, distesi tutt'intorno a lei, si mescolano con le foglie, con l'acqua e l'erba, e volano soffiati dal vento, come se l'aria li prendesse con mani invisibili e li tirasse con delicatezza. Il suo volto si nasconde parzialmente sotto il suo braccio, appoggiato sugli occhi. Il suo sonno era così profondo che neanche la tormenta riuscì a interromperlo. Le cose del mondo non avevano influenza su di lei: né il grido del vento, né l'albero curvato, né l'acqua gelida che inzuppava le sue gambe o l'erba che urtava il suo corpo. 
Allora l'uccellino cinguettò, un piccolo verso timido che comunemente sarebbe stato impercepito. Ma la bambina lo sentì e
la bambina libera può volare adesso
si svegliò, aprì gli occhi al mondo e lanciò un'occhiata attorno a sé. Aveva dormito così tanto! Quando si era sdraiata il sole ancora brillava alto nel cielo. Adesso era tutta fradicia ma non se ne importò, semplicemente cercò con lo sguardo fino a trovare l'uccellino. 
Lei lo guardò, e lui a sua volta trovò il suo sguardo e la fissò come se avesse capito che lei aveva risposto alla sua chiamata. Per un attimo, fu come se lei stesse sognando ancora: la pioggia non la bagnò più, il vento ammutolì, tutto rimase in pace, e nel mondo soltanto c'erano l'uccellino dagli occhi tristi e la bambina di vestito viola.
Tutt'a un tratto l'uccellino uscì dal suo rifugio, posò delicatamente sulla spalla della bambina e toccò con dolcezza il lobo del suo orecchio. E lei seppe che qualcosa era accaduta, e che mai più sarebbe la stessa; che l'uccellino le aveva portato quello che lei cercava da sempre. Quando lo guardò, si rese conto che lui era andato via, e che lei volava con piccole ali viola sotto la tempesta. Cercò rifugio, aspettò fino a quando il sole mostrò di nuovo il suo volto. E allorché la pioggia finì, lei uscì verso il mondo, libera per la prima volta in vita sua. Il suo sogno era diventato realtà: adesso lei poteva volare!


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